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In auto, intraprendiamo un itinerario attraverso il territorio comunale che ci condurra' nelle frazioni ed in alcune delle tante ville gentilizie dislocate nell'ambito dello stesso, ville tra le piu' belle dell'intera Provincia, circondate tutte da parchi meravigliosi. 

La prima che si offre alla nostra vista e' sita lungo la Provinciale Romana: VILLA LA QUIETE , gia' convento dei Frati Minori Cappuccini, che lo lasciarono in seguito all'editto napoleonico di soppressione di conventi e case religiose. Napoleone Bonaparte diede incarico al Valadier di trasformarlo in Villa Principesca e ne fece dono a Gioacchino Murat.

Caduto Napoleone, la villa passo' ai conti Spada e poi ai Vannutelli. Lo stile del Valadier fa pensare al Pincio di Roma. 

E’ stata recentemente acquisita dal Comune per un uso pubblico, soprattutto del parco che contiene preziose essenze di macchia mediterranea. 

Proseguendo lungo la Provinciale Romana ed immessici sulla Provinciale Treiese, arriviamo in vista dell'industriosa frazione di Passo Treia, importante nodo stradale per Macerata, Pollenza, Tolentino e San Severino. 

Dall'esame dei documenti storici risulta che la contrada dove si e' sviluppata la Frazione faceva parte dell'agro treiese abitato fin dai tempi più remoti da Umbri, Piceni e Romani.

 

Quando le orde barbariche si riversarono nel Piceno, distruggendo varie citta', anche questa borgata conobbe miseria e pianto. I discendenti degli antichi coloni romani furono costretti a rifugiarsi sui colli dove costruirono munitissimi castelli. 

Uno ne sorse presso l'attuale Chiesa della Madonna del Ponte e venne denominato Monte Franco; da un documento del 1099 si apprende che il castello fu concesso in feudo a Gualtiero, figlio del Marchese Guarniero, aggregatosi, poi, tra i Signori di Montecchio. 

Altro abitato sorse piu' tardi in localita' denominata Monte Cucco, come si rileva da un documento del 1375: ne erano proprietari i Marchionni. Distrutti i due abitati dai Varano, nei pressi sorsero due torri merlate che servissero da vedette e da difesa dei mulini ivi costruiti per fornire le farine occorrenti a Treia e Pollenza. 

Secondo la tradizione nella torre di Passo di Treia venne assediato il generale pontificio Niccolo' Piccinino, allorche', sconfitto a Fermo dalle truppe dello Sforza, si ritirava a Montecchio. 

Le due torri rievocano un altro episodio guerresco: nel 1815 furono occupate dagli Austriaci per costringere alla resa Gioacchino Murat che contro di loro aveva intrapreso un'aspra campagna risoltasi a Cantagallo e considerata come la prima della indipendenza d'Italia. 

Nel 1631 venne edificata una chiesetta dedicata a S. Ubaldo; ben presto intorno alla Chiesa si venne costruendo qualche casupola; la borgata si ingrandi', specialmente in seguito alla costruzione del tronco stradale che univa la strada Settempedana a quella Recanatese. 

Nel 1849 venne, invece, consacrata la chiesetta dedicata alla Madonna del Ponte, sorta proprio nelle adiacenze del Fiume Potenza: vi si conserva la venerata immagine della Madonna di autore ignoto, dono del Cardinale Grimaldi. 

Degna di visita nei pressi di Passo di Treia e' VILLA VALCERASA, attualmente in stato di grave abbandono , già; convento degli spirituali, con il Beato Pietro da Treia e i Clareni; nel 1540 vi fu edificata una Chiesa, successivamente andata in rovina, ma degna di essere menzionata per avervi sostato numerosi papi che si recavano a Loreto, tra i quali Nicolo' V, Pio II ed il Cardinal Berto, futuro Paolo II. 

In posizione nord rispetto a Passo di Treia si trova VILLA LAZZARINI, zona di notevole interesse panoramico, con bellissimo viale ed ampio parco. 

Proseguiamo ora verso Villa Potenza e notiamo sulla sinistra un bellissimo viale alberato che ci conduce a VILLA VOTALARCA del Marchese Luzi, il quale sara' lieto, preavvertito telefonicamente, di farvi scoprire le bellezze di questa villa, opera di Andrea Vincci, il cui parco e' ricco di pregevoli piante e di stupendi giochi d'acqua. 

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Riprendiamo la statale Settempedana per portarci fino a SANTA MARIA IN SELVA, proprio al confine tra i comuni di Treia e di Macerata: la Chiesa, gia' celebre abbazia cistercense, ci apparira' seminascosta da un agglomerato di case coloniche e riparata dagli ombrelli di un gruppo di pini marittimi. 

Ci inoltriamo, ora, per una serie di strade che ci condurranno verso CHIESANUOVA, l'altra grande frazione di Treia; degno di attenzione e' il tempio, recentemente edificato in onore della Madonna della Pace sull'area dell'antica Chiesa edificata nel 1754 e dedicata ai santi Vito e Patrizio titolari della Parrocchia. 

La borgata, posta al centro di un importante crocevia, si e' recentemente sviluppata con l'incremento delle industrie e dei commerci, costituendo per il Comune un polo di sviluppo verso nord, come Passo di Treia svolge analogo ruolo verso sud. 

Altra località Treiese è Santa Maria in Piana costituita dalle contrade Santa Maria in Piana, Vallonica e Conce. 

La popolazione residente si è andata riducendo nel corso degli anni a causa del fenomeno dello spopolamento delle campagne che ha interessato gli anni ’60 e ’70 ( da circa 700 abitanti registrati negli anni ’60  si è scesi a 317 abitanti negli anni ’90 ) . 

Nel territorio di Santa Maria in Piana sono sparse alcune edicole e piccole chiese che testimoniano ancora oggi l’attaccamento ai valori cristiani ed il profondo senso religioso che caratterizzavano la comunità . 

Le chiesette di Sant’Elena  ( zona Catignano sulla proprietà famiglia Orazi ) ,  di San Pietro ( lungo la  strada comunale ) e di Sant’Angelo ( a confine con la zona di San Lorenzo ) sono alcune delle costruzioni religiose dove gli abitanti si riunivano per pregare e chiedere grazie in momenti difficili.

 

 

 

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